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MESSAGE FROM THE COORDINATOR

  We are in the process of setting up a
network troughout the State of Missouri comprising people who are interested and passionate about doing something useful for our communities of Italians and Italian Americans abroad, consistent with the philosophies of the Italian center right movements. We are looking for a few people who want to make a difference: if you are interested in joining us toward this goal or recommend someone who could, please do not hesitate to contact me. Thank you.

Stiamo formando nello stato del Missouri una rete di persone interessate e passionali nel migliorare le nostre comunità italiane e italo americane all'estero, in sintonia con l’ideologia del centro destra italiano. Cerchiamo poche persone capaci di portare progetti a termine: se tu o qualcuno che conosci siete interessati, non esitare a contattarmi. Grazie.

Franco Giannotti
Forza Italia Coordinator
State of Missouri
FrancoGiannotti@ForzaItaliaMissouri.com


NISSOLI E DE MARTINI (FI) NOMINANO FRANCO GIANNOTTI COORDINATORE DI FORZA ITALIA DELLO STATO DEL MISSOURI

ROMA\ aise\
21/08/2017 - 14.44 - Nell’ambito della riorganizzazione di Forza Italia negli USA, l’onorevole Fucsia Nissoli (Coordinatrice Forza Italia Nord e Centro America) e Susy De Martini (Coordinatrice Forza Italia USA) hanno nominato Franco Giannotti coordinatore di Forza Italia dello Stato del Missouri, nella prospettiva del rilancio dell’attività del partito in tale Stato degli USA.
Giannotti, presidente di una società di informatica e telecomunicazioni, è molto attivo tra la Comunità italiana: infatti, ha organizzato corsi di lingua italiana a St. Louis ed è fondatore e presidente dell’associazione “Italiano per piacere”, oltre che essere responsabile della Commissione Informazione e Comunicazione del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo dell’America del Nord ed essere stato presidente di UNICO National, St. Louis Chapter.
“Con l’aggiunta di Giannotti alla schiera dei coordinatori già attivi sul territorio americano – affermano Nissoli e De Martini – Forza Italia si va sempre più radicando anche nei territori del Midwest degli Stati Uniti d'America per tessere quella rete di rapporti fondamentali non solo per il sostegno alla nostra Comunità in USA ma anche per l’affermazione del nostro Sistema-Paese e, pertanto, esprimiamo al neocoordinatore i nostri auguri per un proficuo lavoro”. (aise)


STELLE NASCENTI NEL FIRMAMENTO ITALICO DI ST. LOUIS (MISSOURI) NELLA PRIMA GRAN FESTA DI FERRAGOSTO

ST. LOUIS\ aise\ 17/08/2017 - CIAO ST. LOUIS, da sé un ente di recente lignaggio, continua a sorprendere la comunità ideando e gestendo attività sociali per le quali riscontra entusiasmo e partecipazione dalle associazioni più progressive della zona.
   Guidata dal presidente Cav. Rio Vitale, abile e dedicato leader della comunità, la CIAO STL, con il sostegno dall'Italian Club of St. Louis, Italiano Per Piacere e il Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, propone un’aggressiva agenda per i prossimi eventi tipo la Festa Italiana e la parata di Cristoforo Colombo sulla nota “HILL” di St. Louis, il quartiere italiano di lunga data; il Ballo in Maschera di Carnevale e una pletora di attività ancillari che questa volta hanno visto il successo della prima Gran Festa di Ferragosto, condotta nel padiglione Enterprise dello Shaw Park in Clayton, dalle 16 alle 23, con la musica italiana fornita da Mike Santangelo, DJ e conduttore del programma radio della CIAO STL.
   Frutto dell'instancabile animatore Michael Cross, vice presidente della CIAO STL e Consigliere di IPP, un’ottantina di famiglie si è radunata per il riuscito evento contribuendo un incredibile e gustoso assortimento di piatti italiani che hanno coronato la gastronomia del Master Chef Gian Nicola Colucci del rinomato ed esclusivo ristorante “CIELO” della catena alberghiera Four Seasons, il quale con i suoi aiutanti si è prestato ai fornelli a carbone del parco per sfornare kebab, salsicce, pollo e hamburger. È veramente lodevole che uno chef stellato di fama internazionale come Chef Colucci si presti cosi spesso e volentieri, gratuitamente e con entusiasmo al servizio della nostra comunità; certamente, assieme a Michael Cross, Scott Hoff e altri, Chef Colucci e una delle nostre stelle nascenti.
   Presenti all’evento l'intero Consiglio di Amministrazione di CIAO STL, gli onnipresenti Chris Stephens dell'Italian Club of St. Louis e Franco Giannotti del CTIM e Italiano Per Piacere, membri dei consigli delle suddette associazioni Jay e Laura Di Maggio, Loretta April, Marianna Vitale, Tatiana Santangelo, Scott Hoff, Giovanna Leopardi, Krystal Shuskey, rappresentanti academici professoressa Annelise Morani Brody, docente d’italiano alla Washington University con il dott. David Brody, il dott. Elliott Tietov con la Maestra Francesca Tietov, già Prima Arpa dell’Orchestra Sinfonica di St. Louis e la professoressa Susan Harper Stang.
   Anche presenti Alessandro Fossemo, Alessandro Valentini, Tiziana Orsini, Federico Alessi, Marcello e Leticia Pesce, Ada Daus Cross, Riccardo e Jessica Hayes, Valerio e Carrie Hayes, Paolo De Bona, Ornella Di Lorenzo-Sibilla, Valentina Militello, Christian Pizzi, Giovanna Capaldo e molti altri, per la maggioranza accompagnati dalle loro famiglie con tanti giovani e giovanissimi da dar veramente credito al nostro mantra che l'italianità di St Louis non solo progredisce, ma si sta rinnovando.
   Le festività sono continuate tardi nella serata e sono terminate con un grande karaoke italiano, dove la voglia di esibirsi ha notevolmente superato le capacità canore dei partecipanti, come si dimostra nei vari clip di YouTube. Rimanete in sintonia per futuri comunicati a dimostrare che l'associazionismo italiano deve e può funzionare. Buon ferragosto a tutti. (franco giannotti*\aise)



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da "Il Punto" di Marco Zacchera

PERICOLO FASCISTA ?!
  Non mi ero accorto che tra i mille problemi del nostro paese ci fosse soprattutto l'incombente pericolo neofascista e che ci fosse quindi questa necessità impellente di dover sanzionare penalmente e con la detenzione i gesti di qualche imbecille che va in giro a fare il saluto romano od ostenta un ciondolino del Duce.
  Posso capire che il relatore della legge (l'on.le Emanuele Fiano, PD ed esponente della comunità ebraica milanese), abbia sofferto a livello famigliare per le persecuzioni razziali,  ma allora perché non mettere sullo stesso piano tutte le diverse ideologie razziste e totalitarie del ‘900 che pur si sono accanite negli anni contro gli ebrei: forse che anche il comunismo non ne ha sterminato milioni?
  Perché, soprattutto, Fiano non pensa oggi a semmai sanzionare chi inneggia all’estremismo islamico, questo sì un pericolo attuale e grave per tutti ? 
  E’ comunque assurdo voler condannare penalmente  l'esposizione di un busto del Duce e non uno del compagno Giuseppe Stalin che ha ucciso  e deportato decine di milioni di persone o vietare perfino “manifestazioni fisiche” che richiamino il fascismo, tipo la mano tesa o le pose mussoliniane.
  Non è logico voler criminalizzare un gesto, uno slogan, una canzone, un gadget  ma soprattutto un’ opinione - giusta o sbagliata che sia - che  sta nella libertà e nella responsabilità di chi la esprime, anche perché così si rischia di trasformare in vittime e perseguitati i violenti – di qualsiasi colore - che invece non meritano attenuanti proprio perchè tali.
  L’art. 21 della Costituzione è chiaro: “Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” : se valeva nel 1947, a solo due anni dalla caduta del fascismo, credo valga ancor di più oggi che ne sono passati altri 70.
  Credo quindi che questa sia soltanto una legge cretina, demagogica e assolutamente inutile ma che fa tanto di "chiamata alle armi" per una sinistra divisa e derisa, soprattutto perché l’antifascismo dovrebbe essere una cosa seria e non una pagliacciata, come invece così si sta dimostrando.

APPROFONDIMENTO : A PROPOSITO DI  JUS SOLI
  Si parla di un rinvio a tempi migliori del dibattito al Senato sullo “jus soli” ma al di là degli aspetti parlamentari è utile una riflessione serena sul concetto di “cittadinanza” perché prima di tutto è necessario chiederci cosa sia oggi per noi il concetto di “nazionalità”
  Il punto di partenza è che una volta la “nazionalità” significava essenzialmente l’appartenenza stretta ad una specifica comunità. In spazi più piccoli, società chiuse e dialetti considerati come lingue, si configuravano nazionalità più piccole, poi – dalla metà dell’ 800 e almeno in Europa – è nato il concetto di nazionalità inteso come appartenenza ad uno stato nazionale non solo per Francia o Gran Bretagna che esistevano da secoli ma anche per alcune nuove nazioni riunite, come Germania ed Italia.
  Questa nazionalità significava appartenenza non sempre ad una lingua comune (solo il 30% degli italiani nel 1861 sapeva leggere e scrivere e - a parte il toscano adottato a lingua nazionale – pochi di più parlavano effettivamente italiano) ma piuttosto ad una realtà geografica e poi, progressivamente, ad essere soggetti ad un unico stato sovrano, a leggi comuni, a cicli di scuola unitari ecc.
  Chi partiva emigrante si identificava però attraverso un documento rilasciato dallo Stato – il passaporto – che ne certificava l’appartenenza nazionale.
Nel tempo chi era emigrato perdeva progressivamente le proprie peculiarità di partenza per assumere quella del paese di nuova residenza e questo soprattutto nel correre delle generazioni.
  In alcuni paesi (come in Australia) per accedere a lavori pubblici occorreva la cittadinanza locale per cui si perdeva quella di partenza,  ma ferme restavano le caratteristiche di comunità italiana  “di sangue”, anche se non più legalmente.
  Al contrario, quando  altri parti del mondo sono andate economicamente in crisi (come in Sudamerica) ecco il correre a ritrovare anche recentemente una nazionalità fittizia ma di origine,  utile solo per recuperare un passaporto “europeo” anche tra persone che di italiano non avevano più nulla, lontanissimi parenti di bisnonni emigrati.
  La pratica insegna oggi che è difficile avere una legge sulla cittadinanza buona per tutti e che sarebbe necessario – ad esempio – valutare caso per caso imponendo un esame della singola storia personale di chi chieda quella italiana. 
  Oggi per una badante ucraina o una signorina brasiliana, cubana o bielorussa – solo perché magari di bella presenza - basta sposare un italiano ottantenne per avere il diritto alla cittadinanza (salvo poi sveltamente abbandonare il marito) mentre è assurdo che persone integrate debbano attendere dieci anni per fare una domanda e poi aspettarne altri 2 o 3 perché la burocrazia faccia il suo corso.
  Per assumere la cittadinanza non conta insomma dove nasci ma chi sei, come ti consideri, se ha delle radici comuni, se sei minimamente interessato a capire cosa significhi essere italiano ed europeo, consapevole dei diritti e dei doveri che comporta un giuramento. Questo è il punto di partenza per qualsiasi nuova legge.

RIFLESSIONE PROVOCATORIA
  In questi giorni in giro per Milano - come ovunque - noto diverse (presunte) donne musulmane in burka integrale o in niquab nero, quelli che lasciano scoperti solo gli occhi. Fanno magari acquisti e foto coi telefonini e hanno tutta l'aria di persone ricche intente allo shopping. Ma CHI sono, come identificarle, come perquisirle?

  In tempi di emergenza terrorismo non sarebbe più logico imporre che sia obbligatorio PER TUTTI E PER TUTTE mostrare almeno il volto e le proprie fattezze? Lo imporrebbe la legge italiana (vedi il cosiddetto "decreto Reale" in tema di riconoscimento nei luoghi pubblici) e perché allora la legge non viene applicata per la tranquillità di tutti?

  D'altronde se un' italiana va a Riad DEVE coprirsi, ma allora perché in tutta Europa non si attua un minimo di reciproco rispetto e reciprocità?



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